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POTENZA OLFATTO

L ́olfatto e ́ uno strumento molto potente che potremmo usare a nostro vantaggio per aiutarci e aiutare l’animale con la casa nuova ,oltre che la nostra presenza ancora da identificare chiaramente.

Noi esseri umani abbiamo la tendenza a non soffermarci troppo sugli odori, rispetto alla grande quantità di informazioni visive che ci assillano e bombardano ogni momento, gli odori sono di seconda categoria per il nostro apparato sensoriale.

Noi non passiamo la nostra vita ad annusare ma, quando ci accorgiamo di un odore e ́ perché lo troviamo gradevole o sgradevole e difficilmente costituisce una fonte di informazione, come noi vediamo il mondo loro lo fiutano ,l’universo del cane e ́ una stratificazione di odori complessi, il mondo olfattivo e ́ ricco almeno quanto quello visivo. Il naso non e ́ un semplice ornamento del muso, ma un vero e proprio protagonista, la sua prominenza suggerisce ciò che la scienza conferma: per il cane l ́olfatto gioca un ruolo fondamentale.

La fiutata permette al cane di entrare in contatto con gli oggetti dotati di odore, e ́ il veicolo grazie al quale le sostanze chimiche arrivano alle cellule recettrici poste lungo le cavita ́ nasali.

E ́ l’atto di inalare aria, ma e ́ anche un processo più attivo che viene effettuato a scatti.

Alcuni ricercatori in tempi recenti hanno effettuato uno studio per capire cosa accadesse durante la fiutata e ciò e ́ stato possibile grazie ad un sistema fotografico che permette di evidenziare gli spostamenti di aria ogni volta che il che annusa.

Hanno scoperto come sia effettivamente complesso poiché non si limita a una semplice inalazione di aria, il cane contrae i muscoli delle narici per inspirare consentendo

l ́ ingresso anche ad una grande quantità di odori.

Allo stesso tempo espelle l’aria già presente nel naso: le narici vibrano lievemente per spingerla più in fondo, o fuori dalle fessure laterali, in questo modo gli odori inalati non devono lottare con l’aria già presente per raggiungere le pareti del naso.

Questa e ́ la particolarità, le fotografie rilevano che il lieve spostamento i aria generato dalla esalazione facilita l’ingresso del nuovo odore, creando una corrente d’aria.

I cani quando espirano producono naturalmente delle piccolissime correnti di aria che accelerano la inalazione, fenomeno visibile anche ad occhi nudo.

La tecnica del cane e ́ diversa ovviamente all’uomo, noi sentiamo un odore gradevole, come il caffè al mattina ed e ́ ottimo ma l’odore della carne marcia ci da la nausea, ciò non accade nel cane, esso non ha la possibilità di abituarsi alla topografia olfatti del mondo: per questo passa tutto il tempo ad aggiornare gli odori che gli arrivano al naso, come quando noi spostiamo gli occhi per ottenere un nuovo punto di vista.

L’odore una volta risucchiato viene accolto da una abbondanza di tessuti nasali, la maggior parte dei cani di razza e quasi la totalità dei bastardi, ha il muso lungo e il neo composto come un labirinto di canali foderati da una pelle speciale.

Questo rivestimento, come quello del nostro naso, e ́ concepito per ricevere l ́ aria che trasporta le ́ ́sostanze chimiche ́ ́, le molecole di varie dimensioni che saranno percepite come odori.

Tutti gli oggetti che incontriamo nel mondo sono avvolti da un alone di queste molecole, la parte interna del naso e ́ dunque interamente ricoperta di piccoli recettori, ciascuno dotato di peli che permettono di catturare e fissare le molecole di una certa forma.

Il naso di un essere umano ha circa sei milioni di questi recettori sensoriali, quello di un pastore tedesco duecento milioni, di un Beagle trecento milioni.

I cani dispongono di un maggior numero di geni riservati alla codificazione delle cellule olfattive, riconoscono più cellule e più tipi di cellule, quindi sono capaci di rilevare la presenza di certe molecole dalla maniglia della porta, entrano in azione intere combinazioni di recettori che inviano l’informazione al cervello.

Solo quando arriva al cervello, il segnale viene interpretato come odore.

Noi non riusciamo ad accorgerci se il nostro caffè e ́ stato addolcito con un cucchiaio di zucchero: un cane ha la capacita ́ di percepire la stessa quantità di zucchero diluita in un milione di galloni, equivalente di due piscine di acqua, ciò per il momento si tratta di una teoria poiché non e ́ ancora stato condotto.

Quello che per noi e ́ un semplice porta chiavi, in realtà registra tracce di chi l’ha toccato e il momento in cui l’ha fatto.

Una esplosione chimica segna il punto in cui una foglia viene staccata, la carne dei petali più impregnata di umidità rispetto alla foglia sprigiona un altro odore.

La piega di una foglia ha un odore tutto suo, cosi una goccia di rugiada su una spina.

In tutti questi dettagli e ́ persino percepibile il tempo, dove noi vediamo un petalo seccare e imbrunire, i cani fiutano il processo della decomposizione e dell’invecchiamento.

Il naso, per il cane, e ́ anche il modo più veloce per trasmettere le informazioni al cervello a differenza della vista e dell’udito che devono attraversare una base intermedia prima di arrivare alla corteccia cerebrale dove vengono elaborai, i recettori del naso sono direttamente collegati ai bulbi olfatti specializzati.

I bulbi, chiamati cosi per la loro forma, compongono circa un ottavo della massa cerebrale del cane.

I cani per ciò sono ampiamente utilizzati dall’uomo per la localizzazione di particolari sostanze odorose, ricerca delle persone, droghe, denaro, esplosivi occultati e le funzioni di assistenza ai malati, queste considerazioni hanno indotto i ricercatori a pensare che i sei potessero essere considerati con successo nel campo medico.

E ́ noto da molto tempo che i cani possono espletare diverse funzioni in ambito medico, possono infatti essere utilizzati come cani da esistenza ai non-udenti, non-vedenti o come


allerta nei confronti della insorgenza di crisi ipoglicemiche dell’uomo, di attacchi epilettici, ora possono essere d’aiuto anche per la diagnosi precoce di tumore.

Purtroppo il cancro e ́ la seconda causa di mortalità negli stati membri della unione europea dopo le malattie del sistema circolatorio, per molto la diagnosi precoce potrebbe ridurre la mortalità, la maggior parte delle tecniche diagnosticate convenzionali fornisco informazioni limitate, per una corretta diagnosi e ́ necessaria la biopsia che e ́ una tecnica invasiva oltre che costosa e potenzialmente a rischio di peggiorare la situazione.

Proprio a questo punto interviene l’aiuto dei cani, grazie alla loro eccezionale percezione olfattiva, può essere complementare all ́ utilizzo del naso elettronico, permettendo di superarne i limiti se non addirittura sostituirebbe completamente l’utilizzo.

I ricercatori hanno iniziato ad addestrate i cani perché riconoscessero gli odori chimici prodotti dai tessuti cancerosi, il metodo e ́ semplice : i cani ricevevano una ricompensa quando si sedevano e si accucciavano vicino a questi odori; in caso contrario nessuna ricompensa.

Gli scienziati hanno raccolto gli odori dei pazienti con il cancro e di quelli sani tramite piccoli campioni di urina o chiedendo loro di soffiare in tubi capaci di catturare le molecole esalate.

Per quanto il numero dei cani addestrati fosse esiguo, i risultati sono stati impressionanti, gli animali riuscivano a individuare i pazienti malati di cancro , in uno di questi studi hanno fallito 14 volte su 1272, in un altro piccolo studio eseguito con due cani sono riusciti a fiutare un melanoma quasi in tutti i casi.

Gli studi più recenti dimostrano che i cani addestrati possono rilevare il cancro della pelle, seno, vescica e dei polmoni con un elevato tasso di affidabilità.

Questi dati sono necessari per capire come questo senso negli animali, in questo caso nel cane sia potente ed essenziale, motivo per cui quando prendiamo un cucciolo o un cane già cresciuto e ́ importante usufruire del sul olfatto per aiutarlo.




 
 
 

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