
La storia di Kima: scegliere il cane giusto significa scegliere di esserci ogni giorno
- Erica Vecellio

- 18 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Scegliere il cane giusto non significa scegliere tra canile o allevamento.
Significa scegliere di esserci. Ogni giorno. Anche quando fa male. Anche quando hai paura di aver sbagliato.
La storia di Kima inizia nel momento più fragile della mia vita: pochi giorni dopo la morte di Luna.
E con accanto Balto, che stava vivendo il suo lutto in silenzio, come fanno spesso i cani.
Scegliere un cane dopo un lutto: dolore, paura e speranza
Quando si perde un cane, non si perde “solo” un animale.
Si perde una routine, una presenza, un pezzo di identità.
Avevo appena salutato Luna e mi sentivo svuotata.
Eppure, pochi giorni dopo, mi sono ritrovata davanti alla foto di una cucciola recuperata dalla strada. Magrissima. Si vedevano le ossa. Piena di pulci. Occhi enormi, profondi, tristi.
Lei era Kima.
Fin da cucciola si vedeva che sarebbe diventata un cane di taglia grande. E chi conosce il mondo delle adozioni sa che i cani grandi incontrano più difficoltà a trovare famiglia rispetto a quelli di piccola taglia.
Non l’ho scelta perché veniva dalla strada.
Non l’ho scelta perché “salvata”.
L’ho scelta perché quei suoi occhi chiedevano casa.
E io, forse, avevo bisogno di sentirmi ancora capace di amare dopo la perdita.
Canile o allevamento? La vera domanda è un’altra
Nel mondo della cinofilia si discute spesso di adozione dal canile o acquisto in allevamento.
Ma la verità è che la provenienza non determina la riuscita della relazione.
La domanda corretta è:
Sono pronta a dare a questo cane ciò di cui ha bisogno per tutta la vita?
Un cane ha bisogno di:
stabilità emotiva
gestione delle risorse
educazione coerente
rispetto dei tempi di adattamento
comprensione dei segnali comunicativi
Kima non aveva bisogno di essere “salvata”.
Aveva bisogno di essere capita.
E Balto aveva bisogno di tempo.
L’inserimento tra due cani: quando non scorre buon sangue
Il primo mese e mezzo – quasi due – è stato durissimo.
Balto non voleva sapere di un altro cane in casa.
Kima, avendo patito la fame, non permetteva a nessuno di avvicinarsi quando aveva una risorsa tra le zampe.
C’erano tensioni nella gestione dello spazio.
Ringhi per il divano.
Abbaiare per stabilire distanze.
Rigidità nei movimenti.
Valutazioni continue su chi dovesse stare dove.
Chi vive un inserimento tra cani sa quanto sia delicato l’equilibrio domestico.
Io piangevo per Luna.
Per la paura di aver fatto la scelta sbagliata.
Per la responsabilità di dover aiutare due anime ferite a trovare un punto di incontro.
Lavorare sull’equilibrio: gestione, comunicazione e rispetto dei tempi
Quei due mesi sono stati un lavoro costante:
separazione delle risorse
gestione controllata degli spazi
uscite individuali
esperienze positive condivise
lettura attenta del linguaggio del corpo
Non è stato amore a prima vista.
È stato costruzione.
E la costruzione richiede pazienza, coerenza e competenza.
Molti cercano la relazione perfetta immediata.
Ma la relazione si crea.
Il blocco emotivo di Kima
Per quasi due mesi Kima era spenta.
Dormiva tutto il tempo.
In esterna non voleva stimoli.
Il mondo non la interessava.
Un cane apatico dopo un recupero dalla strada può vivere una fase di “sospensione emotiva”. È come se il sistema nervoso, dopo lo stress cronico, avesse bisogno di fermarsi.
Io aspettavo.
Rispettavo.
Osservavo.
Finché un giorno è arrivato il fango.
C’era terra bagnata ovunque.
Kima ha messo le zampe nel fango e qualcosa si è acceso.
Ha iniziato a correre.
A saltare.
A rotolarsi.
Siamo tornate a casa sporche dalla testa ai piedi, con il fango persino nei capelli.
E per la prima volta ho visto nei suoi occhi qualcosa di diverso dalla tristezza: vita.
Da quel giorno Kima è diventata un terremoto.
Energia pura.
Voglia di esplorare.
E piano piano, anche con Balto, qualcosa è cambiato.
Oggi: simbiosi e orgoglio
Oggi vivono in simbiosi.
Sono l’ombra l’una dell’altro.
Non perché sia stato facile.
Ma perché abbiamo lavorato per renderlo possibile.
E se mi chiedessero ancora:
“Meglio canile o allevamento?”
Risponderei sempre così:
Non importa da dove arriva un cane.
Importa cosa sei disposto a fare quando arriva.
Ho amato ogni singolo cane che ho scelto.
Anche nei momenti di difficoltà.
Anche quando non capivo cosa mi stessero chiedendo.
Il lutto per Luna probabilmente non si supera mai davvero.
Si impara a portarlo con sé.
Ma so una cosa:
sono stata fiera di ogni scelta fatta.
Perché ogni scelta è stata fatta con responsabilità, consapevolezza e amore.
E questo, più della provenienza, è ciò che costruisce una relazione sana tra cane e proprietario.






la foto in fondo all'articolo è stato il colpo di grazia 🥹
Ho pianto. 😢