Crescita fisica nei cuccioli e problematiche ereditarie
- Erica Vecellio

- 17 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min

I primi sei mesi di vita del cucciolo sono molto importanti, sia per i bambini che nei cuccioli l ́abozzo di quello che sarà il loro comportamento da adulti tende ad essere modellato nel primo anno di vita altamente formativo e critico, periodo che si misura in anni per i bambini e in mesi per i cuccioli.
I problemi che si incontrano durante questo periodo normalmente sono più facilmente correggibile in quanto questo periodo e ́ lo stadio migliore della vita di un cane per poter operare facilmente su alterazioni del comportamento o per poter condizionare una normale evoluzione; errori di trattamento in questa fase portano più tardi alla comparsa di seri problemi comportamentali la loro soluzione richiede provvedimenti correttivi piuttosto uniformi senza particolari accorgimenti, situazione ben diversa con i cani già adulti. Stabile dei comportamenti standard corretti per gli animali da compagnia quanto la cura della loro salute.
Basta a pensare come gli animali da compagnia siano totalmente dipendenti da noi, cibo, acqua, calore, libertà e persino i bisogni corporali sono controllati dal proprietario del cucciolo, di conseguenza, il fatto che all ́animale sia imposta questa condizione innaturale di dipendenza, rende evidente l’importanza di un attento controllo durante le prime esperienze sociali.
I cuccioli nascono al caldo, protetti e a stretto contatto fisico con la madre e i fratelli.
A cominciare da questo momento essi maturano cosi rapidamente che certe fasi critiche del comportamento sociale possono passare inosservate.
Un trattamento sbagliato durante queste fasi può lasciare dei segni indelebili, i cui effetti possono non manifestarsi fino a quando particolari situazioni nell’età adulta faranno scattare un comportamento, che, considerato da solo, sembrerebbe irragionevole. Quando i cuccioli si trovano tra le 6-8 settimane di eta, si trovano nel periodo ottimale per socializzare, se socializzassero più precocemente potrebbero sviluppare la timidezza, insieme ad un eccessiva dipendenza dal padrone che potrebbe portarlo ad essere iperprotettivo.
Se durante la 8-10 settimane, il cucciolo si dovesse trovare ad affrontare un evento traumatico oppure un evento spaventoso, nel periodo dell’impronta della paura, queste sensazioni ed eventi potrebbero essere impresse permanentemente causando, in determinate circostanze, reazioni difensive.
Molto importante e ́ la socializzazione, soprattutto nel periodo tra le 3-13 settimane di vita, se socializzassero più tardi la timidezza o la aggressività potrebbero dominare il comportamento.
Tra la 12-14 settimana inizia la loro pubertà, dove spesso avvengono manifestazioni sessuali di monta.
Quando sopraggiunge lo stadio protettivo-aggressivo, 18-40 settimane, possono comparire l ́abbaiare agli esteri e altre tendenze protettive nei confronti del territorio e del gruppo sociale, in questa fase i cani di sesso maschile cominciano ad alzare la gamba per urinare.
Nella fase funzionale, 36-56 settimane, in molti cani si accentuano le caratteristiche del comportamento protettivo-aggressivo, si nota una certa ostinazione generalizzata nei problemi del comportamento e le correlazioni diventano più difficili.
Quando si trovano tra le 104-208 settimane dalla nascita, la crescita si può definire completa, il comportamento protettivo-aggressivo può diventare particolarmente intenzionale, un possibile problema comportamentale in questa fase sembra diventare autoremunerativo, abituale di conseguenza, le correlazioni diventano più difficili.
Si trattano di periodi molto importanti perché rappresentano le fasi, durante le quali i cani sembrano essere particolarmente sensibili e predisposti vero particolari forme di comportamento, perciò, un comportamento sbagliato in queste fasi può essere la causa dell’insorgere dei problemi.
I cuccioli da 8 a 10 mesi, quando si parla di taglia piccola, la loro crescita inizia ad arrestarsi, avendo raggiunto il peso da adulti, mentre, ad esempio, i cani di raglia grade continuano a crescere.
I cani di taglia piccola escono rapidamente raggiungendo fino s 20 volte il loro peso dalla nascita, mentre i cani di tagli grande crescono fino a 100 volte il peso alla nascita pero ́ più lentamente.
Dagli 8 ai 9 mesi, scheletro e organi interni sono le parti di maggior crescita nei cani di taglia superiore.
I cuccioli di taglia grande raggiungono la piena maturità tra i 18 e i 24 mesi, quando completano il loro ciclo di crescita sviluppando la muscolatura da adulto.
In questa fase dovrebbero ingrossarsi e diventare piu pesanti, assumendo le sembianze di un cane ́ ́adulto ́ ́con zampe e arti proporzionati.
Anche negli animali sono presenti malattie genetiche che possono essere ereditarie, cioè trasmesse dai genitori oppure svilupparsi durante lo sviluppo stesso dell ́embrione come la sindrome felina di Klinefelter.
Grazie al sequenziamento dl genoma avvenuto nel 2005 a partire dal DNA del Boxer, e ́ stato possibile indagare la base genetica di molte patologie, di queste scoperte hanno beneficiato più di 120 razze.
Esistono problemi legati all ́accrescimento del cani, le più comuni che possono colpire il cucciolo sono la displasia dell’anca (malattia multifattoriale dovuta dall’interazione tra il genotipo e l’ambiente) che interessa l’articolazione boxo-femorale e che si presenta generalmente nei cani di eta compresa tra i 4 e i 12 mesi; la displasia del gomito , soggetti di taglia grande, che fa riferimento ad una serie di patologie o anomalie relative allo sviluppo della articolazione omero-radio-ulnare.
La displasia del ginocchio, invece, e ́ un patologia di carattere ereditario e consiste in una malformazione dell’articolazione femoro-tibio-rotulea che porta ad alterazioni dell’anatomia del ginocchio e alla sua conseguente lussazione, anch’essa appartiene alla fascia di malattie multifattoriali ed ereditarie.
Una malattia ereditaria puo essere anche Monogenetica, causata da mutazioni di un singolo gene e presenta caratteristiche patologiche diverse a seconda delle funzioni svolte dal gene malato, e malattie Poligenetiche per azioni di più geni, e ́ possibile una sintomatologia molto variabile anche tra consanguinei ed e ́ difficile evidenziare il contributo dei singoli geni mutati.






Tutto ciò è molto affascinante! Letto dall'inizio alla fine e non vedo l'ora di leggere il seguito, grande Erica e grazie di condividere il tuo sapere!